mercoledì 6 luglio 2011

MILANO,Triennale Design Museum :" LA FABBRICA DEI SOGNI", la storia del design italiano in mostra


In occasione del 50esimo anniversario del Salone del Mobile 2011, la Triennale ha inaugurato una mostra per celebrare gli imprenditori/designer italiani dal dopoguerra ad oggi.
La fabbrica dei sogni; Uomini,Donne, idee, imprese e paradossi delle fabbriche del design italiano, è il nome della mostra che dal 5 aprile si è aperta fino al 26 febbraio 2012.
Un percorso interattivo tra i volti e gli oggetti che hanno segnato il Design italiano
sito Triennale
il video

martedì 5 luglio 2011

LA POLITICA OGGI: " MENO APPARTENENZA E PIU' PARTECIPAZIONE". INTERVISTA AL MASSMEDIOLOGO MICHELE SORICE


Oltre ad insegnare Comunicazione Politica e Sociologia della Comunicazione presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università Luiss “Guido Carli” di Roma, il Professor Michele Sorice dirige, nel medesimo ateneo, il Centro Studi su Media e Comunicazione “Massimo Baldini”. Sempre all’interno del mondo Luiss, insegna inoltre alla Luiss Writing School e alla Scuola di Giornalismo anch’essa intitolata alla memoria di Massimo Baldini. E ed è proprio dal ricordo del silenzioso e riservato docente scomparso improvvisamente qualche anno fa, che desideriamo iniziare quest’intervista.
1) Professor Sorice, il suo collega Massimo Baldini amava sostenere che una comunicazione felice è soprattutto amore del silenzio. Un messaggio che stenta ad affermarsi in un contesto in cui, dalle piattaforme tradizionali della politica fino a quelle più innovative promosse dalla rete, sembra prevalere invece l’amore per il chiacchiericcio e la polemica sterile ma ad ogni costo. Come ovviare a questa tendenza?
La tendenza al “rumore” è strettamente connessa ai processi di mediatizzazione. I media tendono a essere pervasivi e a moltiplicare, talvolta in maniera ridondante, informazioni, commenti, punti di vista, dichiarazioni propagandistiche, azioni pubblicitarie e così via, tutte confuse in un unico grande flusso. L’offerta e la domanda di comunicazione crescono in maniera esponenziale: si tratta di un processo inevitabile. Massimo sapeva benissimo che eliminare il rumore è impossibile ma proprio per questo perseguiva il silenzio come momento di discernimento, come una specie di grimaldello per forzare la porta della comunicazione che, a causa dell’eccesso comunicativo, rischia di nascondersi alla nostra vista.
Il legislatore era stato previdente e accorto: il “silenzio elettorale”, quello che precedeva (e teoricamente ancora precede) la giornata delle elezioni, serviva proprio a questo. Si trattava di uno spazio simbolico in cui al rumore si sostituiva un silenzio fatto di ragionamenti pacati in famiglia o fra amici. Quel silenzio – per quanto simbolico – costituiva (dovrebbe costituire) il momento in cui le passioni venivano ricondotte alla serenità del ragionamento. Purtroppo anche quello spazio simbolico di silenzio viene spesso invaso dal “rumore” dell’informazione. Il rischio è che nel caos entropico, alla fine non si capisca più niente. Non è un caso che chi ha pochi argomenti preferisca il rumore della rissa mediatica o delle tante macchine del fango (che sono un altro modo per provocare rumore e quindi impedirci di comprendere le cose).

2) In occasione delle recenti elezioni amministrative e ancor più in seguito ai risultati referendari, si è spesso posto l’accento sull’importanza assunta dai social network nel determinare i processi politici. Non le sembra invece che questo fenomeno sia stato un po’ troppo enfatizzato e, di conseguenza, siano state sottovalutate le reali motivazioni di una partecipazione popolare così massiccia?

Io credo che, come spesso accade, si sia operata una semplificazione di un processo però realmente importante. I social network non determinano processi politici ma possono giocare un ruolo molto importante nella costruzione di connessioni fra soggetti, possono in altre parole diventare uno spazio sociale di condivisione di esperienze e idee nonché uno strumento per l’attivazione di azioni di partecipazione sociale sul territorio. Detto in maniera un po’ semplificatoria: ci sono quelli che ritengono che i social media siano ininfluenti o quasi (è la posizione di molti studiosi, come per esempio Morozov che aveva fatto quest’analisi sul ruolo di Twitter e Facebook nelle rivoluzioni del Nord Africa), poi ci sono quelli che pensano che i social media rappresentino l’unica chiave di sviluppo della partecipazione sociale (posizioni iper-ottimistiche molto diffuse nella “narrazione” che la stessa rete a volte fa di se stessa); infine ci sono quelli che pensano che la rete rifletta una tensione presente nella società e siano però fondamentali nel processo di costruzione delle “architetture” di partecipazione. Ecco, io faccio parte di questa terza corrente, se così la vogliamo chiamare, di ricercatori.
La gente ha sentito il bisogno di partecipare perché avvertiva che i problemi rappresentati dai quesiti referendari li toccavano sulla propria pelle. E anche perché sta nascendo – soprattutto nei giovani – un’attenzione alla politica, una politica che è meno “appartenenza” e più partecipazione. Non si tratta di una tendenza costruita dai social network (e ai referendum peraltro hanno votato tantissimi anziani che difficilmente rappresentano il “popolo della rete”); al tempo stesso, però, è innegabile che il web 2.0 abbia favorito l’espressione di idee e contribuito alla legittimazione del valore della partecipazione. Un valore, peraltro, ribadito dal Presidente della Repubblica.

3) I principali partiti italiani – di maggioranza e di opposizione – vivono attualmente una fase di riorganizzazione e ridefinizione degli organigrammi interni, con grande fibrillazione tra i vari gruppi dirigenziali in un certo qual modo percepiti come dominanti. All’esterno invece, si tende a voler imporre un’immagine di coesione generale e complessiva unità di intenti. Cosa accade realmente nel sistema partitico italiano?

L’intero sistema politico italiano sta attraversando una fase di profonda riorganizzazione. La logica dell’appartenenza ideologica, che animava la politica del secondo dopoguerra fino alla fine degli anni Settanta, si è dissolta con il declino dei partiti-chiesa e con l’implosione delle grandi ideologie ottocentesche. C’è stata poi la fase della politica come rappresentazione; alla rappresentanza ideologica si è sostituita la rappresentazione mediatica. Un processo che inizia ben prima di Berlusconi, già con Craxi, e che trova nella televisione lo spazio deputato alla sua crescita: spettacolarizzazione, personalizzazione dell’attività politica, centralità delle strategie di marketing. Si tratta di una fase che è ancora in corso ma che si scontra con una nuova tendenza: quella del ritorno alla politica come rappresentanza. Non più rappresentanza simbolica (cioè ideologica) bensì rappresentanza di interessi diffusi, trasversali, a volte persino solidaristici. La politica come rappresentazione mediatica alimenta e sfrutta meccanismi un po’ egoistici di tipo “NIMBY”, la riscoperta della rappresentanza di interessi plurali potrebbe incrementare spinte verso legami di solidarietà. Insomma, politica come partecipazione sociale.
Naturalmente si tratta di tendenze appena accennate che andranno verificate. Ecco, in questo quadro, i partiti sembrano ancora legati alle vecchie logiche; in parte quella della rappresentanza ideologica e, per la maggior parte, quella della rappresentazione puramente mediatica. Non riescono a intercettare i bisogni sociali e fanno fatica a rappresentare le nuove emergenze: daslla mancanza di speranza verso il futuro di molti giovani alle sensibilità ambientali, dal rinnovato protagonismo delle donne a bisogni collettivi di tipo culturale.
Da qui le spaccature interne ai partiti, con soggetti che cercano di interpretate (o a volte semplicemente inseguire) alcuni strati della società; il nuovo che cerca di abbattere il vecchio (ma spesso usando le stesse prassi politiche) e così via. I media accentuano l’immagine un po’ stantìa dei partiti e questo incrementa una disaffezione che è già forte e che, come dicevo, è connessa anche a un bisogno di partecipazione sempre meno ancorato all’appartenenza.
In questo quadro i partiti dovrebbero tornare a fare formazione, formazione alla politica nel senso più alto e nobile e non “recruiting” travestito da formazione. Un caso emblematico: uno dei pochi esempi seri di formazione politica è quello dell’Officina Politica del Pd. Bene: i media hanno ironizzato e lo stesso partito non sembra (almeno a leggere dai giornali) averla presa molto seriamente. E invece è quella – anche per altri partiti forse – la strada da seguire. L’azione politica spesso viene dallo studio serio della società e dei suoi problemi e da un progetto condiviso sulla società.


4) Le ideologie novecentesche ci hanno abbandonato ormai da un pezzo, lasciando aperti ampi spazi liberi che tutti i partiti hanno cercato di riempire in vari modi. La personalizzazione della politica ha fortemente inciso su questo processo, imponendo la figura del leader come centro propulsivo di qualsiasi azione partitica. Esistono nel nostro paese dei veri e propri leader in grado di (ri)mobilitare le masse colte da disaffezione nei confronti di un mondo – quello della politica, giustappunto – che appare loro distante ed autoreferenziale?

Il processo di personalizzazione della politica si accompagna alla crescita di centralità della figura del leader, vero e proprio principe democratico come lo definisce giustamente Sergio Fabbrini. In realtà la figura del leader si è imposta anche grazie alle trasformazioni istituzionali che abbiamo avuto, alcune formali (come nel caso del Titolo V della Costituzione) altre di fatto o effetto di percezione sociale. Bisogna poi aggiungere la crescente specializzazione e complessificazione delle società avanzate, che richiedono decisioni semplici e immediate a fronte di una macchina organizzativa sempre più diffusa e complessa. Non è un fenomeno solo italiano e ne sono affetti anche i sistemi di tipo parlamentare basati sui partiti (come, per intenderci, quello britannico e, seppur diversamente, quello italiano).
In realtà, come abbiamo detto, la disaffezione è verso i partiti non certo verso la partecipazione sociale, su cui anzi (come abbiamo visto per i recenti referendum) c’è una crescita d’interesse.
I leader italiani spesso non hanno molte delle caratteristiche del leader politico della modernità, dal carisma weberiano alle competenze specializzate e alla capacità mediatica. Il caso Berlusconi rappresenta un’eccezione ed è costruito su una forte mediatizzazione dell’immagine e del corpo del leader. Bisogna poi fare attenzione a non confondere le figure di leader con quelle di capi populisti: si tratta di fenomeni che, pur producendo risultati simili, sono abbastanza diversi. Sicuramente una figura efficiente di leader (anche rispetto alla propria autorappresentazione) è quella di Nichi Vendola. Al momento, però, mi sembra ancora un leader che smuove sì segmenti ampi e nuovi della società italiana ma non ancora le grandi masse.

5) Soffermiamoci un istante a riflettere sullo stato di salute dei due maggiori schieramenti politici tuttora esistenti. Il Pdl, dopo la nomina a segretario politico di Angelino Alfano, deve necessariamente diventare “partito” se desidera scongiurare un’implosione. Il Pd sembra incapace di sfruttare il vento di cambiamento nato di recente proprio nelle piazze virtuali di Facebook e Twitter. Cosa prevede per il futuro del centrodestra e del centrosinistra?

Difficile dirlo con nettezza perché la situazione è molto fluida. Il Pdl, anche con la nomina del ministro Alfano a segretario politico, resta un partito personale e d’altra parte non può essere altrimenti. Riuscirà a trasformarsi in partito più strutturato solo quando Silvio Berlusconi abbandonerà la politica attiva (o comunque svolgerà ruoli diversi). C’è da dire, però, che il collante rappresentato dal leader non potrà essere sostituito da una semplice organizzazione strutturale. Il rischio, per il Pdl, è la sua frammentazione o, almeno, la sua ricollocazione; è infatti un partito molto differenziato al suo interno, come lo era la Dc. Ma con una differenza fondamentale: la Dc trovava nei valori del popolarismo e, in parte, del cattolicesimo democratico il suo collante culturale; il Pdl lo ha nella figura di Berlusconi.
Diverso il caso del Pd, che è un partito nuovo. Non è la semplice fusione delle tradizioni democratico-cristiana e di quella comunista ma un soggetto che da quelle storie sviluppa un nuovo progetto politico. Ha quindi bisogno di tempo per costruire la propria identità: questo è il suo più grande problema. Non riesce, infatti, ad assumere una definizione del proprio stesso ruolo e della sua posizione. Il Pd ha tre prospettive. La prima è quella di provare a cavalcare le nuove emergenze sociali: sarebbe un errore e provocherebbe un effetto boomerang pauroso. La seconda è quella di provare a costruire un nuovo progetto di tipo politicistico: il rischio in questo caso è che i suoi stessi elettori non lo capiscano. La terza è quella di lasciarsi ibridare dalle nuove esperienze di partecipazione, diventare il collettore aperto, la cornice di nuovi bisogni di accesso alla politica. Quest’ultima potrebbe essere una strategia vincente ma ha bisogno che il Pd abbandoni le vecchie logiche della politica tradizionale e adotti anche un linguaggio nuovo. Le primarie potrebbero essere uno strumento importante, a patto che il Pd si ponga come garante e “padre nobile” e non come parte in causa.
Insomma, mi sembra che i partiti più importanti facciano – per motivi diversi – un po’ di fatica a interpretare i cambiamenti.

6) Recentemente, Lei ha sostenuto che almeno simbolicamente, il leader ha bisogno di un popolo ed il popolo di un leader. Se vale questo assunto, dovrebbe venir meno la necessità di radicamento territoriale di qualsivoglia soggetto partitico. Quali rischi comporta quindi la totale identificazione dell’individuo politicizzato con il Principe?


La mia affermazione era legata a quanto dicevo prima a proposito della necessità di un leader in virtù della complessificazione della vita politica e del ruolo dei media come nuovo spazio pubblico. In realtà un leader ha bisogno poi di una struttura: il partito, almeno come macchina organizzativa, non viene meno. Purtroppo tende a perdere il ruolo di luogo dell’elaborazione politico-culturale e a diventare una struttura di propaganda a servizio del leader stesso: una specie di “spin machine”. Ma per questo il bisogno del radicamento territoriale continua a permanere.
Da qui la necessità che il partito conservi, almeno in parte, un ruolo politico; questo è ovviamente quasi impossibile nei partiti personali.
In sostanza – e sempre semplificando – noi abbiamo diversi tipi di leadership; le due principali sono quella populistica e quella che potremmo definire “orizzontale”. Il leader populista rappresenta (o cerca di rappresentare) l’intero corpo elettorale e di fatto rende inutile il ruolo di intermediazione della classe politica: il rischio è il declino verso l’esautoramento delle istituzioni e la perdita di centralità dei parlamenti. Non è un caso che questi tipi di leader presentino sempre una retorica anti-parlamentare (parlamento inutile o vecchio o lento o inefficiente e così via) e sostanzialmente antipolitica. Il leader orizzontale è più difficile da far emergere: ha bisogno di una pluralità di soggetti che lo legittimano e deve intercettare un bisogno di partecipazione che, almeno a livello simbolico, deve essere il suo alimento, prima ancora dei media. Esperienze simili sono quelle che hanno portato ad alcune candidature a sindaco. In questo caso, il leader cresce grazie ai media ma ha bisogno di un popolo che lo legittimi nell’azione politica, senza limitarsi ad applaudirlo acriticamente.
L’attuale interconnessione fra media e politica facilita lo sviluppo e l’emergenza di leader populisti, con rischi di non poco conto per la tenuta della democrazia.


7) Tra le varie tracce della prima prova di italiano elaborate in occasione del’esame di maturità di quest’anno, il tema dedicato alla diversa conformazione della Destra e della Sinistra sembra essere stato “snobbato” dai giovani studenti che invece hanno preferito optare per l’analisi del concetto di “fama” promosso dall’industria televisiva. I reality ed i talent show hanno avuto la meglio sullo spunto di riflessione politica offerto ai maturandi. Come invoglierebbe un giovane ragazzo ad avvicinarsi allo studio di un mondo complesso come quello della scienza politica e della comunicazione ad essa legata?


Per quanto riguarda la maturità, credo che il tema sia stato snobbato solo perché richiedeva maggiori competenze e conoscenze anche di carattere storico. D’altra parte la “fama” è ormai entrata anche nell’analisi politica: il tema della “celebrity politics”, per esempio, o i processi di “pipolization” sono evidenze di come la popolarizzazione della politica abbia prodotto anche una trasformazione dell’attore politico in “performer”.
Sono peraltro convinto che i giovani stiano riscoprendo il valore della politica, il suo ruolo, la dignità dell’azione politica. Permane lo scetticismo sui partiti, è vero. Ma sono sempre di più i giovani che vogliono partecipare: anche in rete, al banale “clicktivism” (l’attivismo facile che si limita a un “mi piace” o a una firma di petizione o a un re-tweet) si è sostituita una partecipazione che produce effetti sul territorio. Non sono pessimista sui giovani.
Alle cose che i giovani già sanno e che stanno scoprendo autonomamente, aggiungerei che la politica è una cosa bella perché è progetto sul futuro, per un futuro non solo egoistico ma condiviso e solidale. Non sono così i partiti? Può darsi. Ma forse possiamo cambiarli. La politica è di tutti: capire questo significa fare già un passo importante per preservare la democrazia. E per costruire da protagonisti il futuro di tutti.
Intervista a cura di Angelica Stramazzi,,tratta da SPINNING POLITICS

domenica 3 luglio 2011

100 ANNI DI COSTANTINO NIVOLA ,LO SCULTORE SARDO CHE FECE FORTUNA IN AMERICA


Sarà Paolo Fresu in trio con Dhafer Youssef e Eivind Aarset ad aprire il centenario della nascita dell’artista Costantino Nivola (Orani, 5 luglio 1911), che culminerà con l’inaugurazione dei nuovi spazi espositivi del Museo Nivola
Costantino Nivola, scultore di fama internazionale, è nato a Orani il 5 luglio 1911.Artista controcorrente, dalla complessa personalità, influenzato dalla molteplicità di componenti culturali e antropologiche assorbite, Costantino Nivola (Orani, Nuoro, 1911 - Long Island, 1988) fin dal principio della sua carriera si rivela in antitesi all’estetica del modernismo a favore di un’arte anonima e totale. Dal valore universale. Sintesi e purezza della forma sono le prerogative del suo codice scultoreo -in particolare per quanto riguarda l’ultimo decennio- che nulla ha a che vedere col purismo, bensì è il risultato del connubio tra mediterraneità e avanguardie storiche, nello specifico Brancusi e Moore. Attraverso una sintesi di arcaismo, sperimentazione e quell’asprezza del primitivismo che trova nel concetto di femminilità un ruolo centrale. E che mai lo imbriglierà all’interno di schemi precostituiti.Il trasferimento negli States e l’incontro con Le Corbusier nel 1946 segnerà la svolta del suo percorso. Ne sono esempio i Paesaggi urbani di NY -dove l’artista, edulcorando la componente espressionista, si rivela una sorta di precursore della cultura pop - e una mezza dozzina di sand-cast (modellazione della materia attraverso una matrice di sabbia) degli anni ’50, tra cui uno Studio per lo showroom Olivetti di NY, impresa di decorazione architettonica affidata all’artista nel 1954.
Dai primi anni ’60 Nivola si dedica alla lavorazione della creta, mostrando la capacità di calarsi in una dimensione particolarmente intimista. Dai Letti -miniature a tutto tondo, metafore dell’esistenza e simbolo del rapporto uomo-donna- alle Spiagge e alle Piscine, altorilievi talvolta graffiti che risentono dell’influenza di Arturo Martini, modellate frapponendo una sottile tela alla materia. Una riflessione sull’identità, costante nel percorso di un artista violentemente sradicato dalla propria cultura, che subisce profonde mutazioni e conseguenti adattamenti non poco sofferti, così come si deduce a alcuni suoi scritti, Passa l’adolescenza facendo il manovale: è il suo primo incontro con la calce, la pietra, la terra e la sabbia. Mario Delitalia, noto pittore oranese, lo introduce al mondo dell’arte. Nel 1931 Nivola lascia Orani per recarsi a Monza dove si scrive all’Istituto statale per le industrie artistiche. Li conosce Ruth Guggenheim, la donna che starà con lui per il resto della sua vita. La giovane coppia è costretta a scappare in Francia: sono gli anni delle leggi razziali e lei è ebrea. Subito dopo la coppia si trasferisce negli Stati Uniti d’America. E qui che l’artista fa fortuna. Ma la passione per la Sardegna lo riporta spesso nella sua terra d’origine. Il 5 maggio 1988 Nivola muore a East Southhampton (USA), un girovago che ha fatto fortuna nel mondo, pur rimanendo sempre con lo sguardo rivolto verso la sua terra, la Sardegna: una passione che ha coinvolto anche la sua vedova, Ruth Guggenheim Nivola, che ha voluto essere presente all’inaugurazione della mostra. Udo Collu, presidente della Fondazione Nivola spiega: "C’è il progetto del Parco museo di Costantino Nivola che attende l’approvazione del POR. Il progetto è stato redatto dal famoso architetto statunitense Peter Chermayeff, allievo di Nivola e ideatore del più grande acquario del mondo, a Osaka in Giappone." Numerose le visite illustri giunte al museo da ogni parte. Tra gli stranieri la maggioranza è di americani, allievi a artisti, che hanno ammirato alcune delle sue opere oltre Oceano o nel sito Internet a lui dedicato. Le sue creazioni peraltro appaiono nei principali scali aeroportuali dell’Isola ed al palazzo della Regione di Cagliari.

giovedì 30 giugno 2011

GRAZ " CITTA' DEL DESIGN", SECONDO L'UNESCO


Da una decina di anni quella strana bolla di plexiglas è appoggiata sulla
riva del fiume Mur, ma ormai gli abitanti non ci fanno più caso.
Tra i turisti,invece, non passa certo inosservata : si tratta della Kunsthaus, la casa dell'arte contemporanea di Graz, che non a caso viene chiamata l'"alieno amichevole" per la sua forma avveniristica che al primo impatto si scontra con il paesaggio circostante.
Il progetto degli architetti inglesi Peter Cook e Colin Fournier è stato inaugurato
nel 2003 e ora è una delle attrazioni più famose riconoscibili del
capoluogo della Stiria. Accanto a questo edificio ultramoderno sorge però
il centro di una città austriaca- la seconda del paese - perfettamente
conservata. Composta da splendidi palazzi barocchi, è dominata da una
collina, la Schlossberg-a cui si accede con una funicolare o con un
ascensore a vetri che si arrampica all'interno di una grotta - e su cui
sorgono le rovine di un antico castello, ma anche bar e ristoranti che
offrono una vista suggestiva sulla città e le montagne che la
circondano.
Sono le due anime di Graz: quella storica, per cui è patrimonio dell'Umanità Unesco dal 1999, e quella contemporanea che quest'anno l'ha resa la Città del design (sempre Unesco).
Graz è anche un importante centro universitario: su 300 mila abitanti,
40 mila sono studenti.Negli ultimi tre anni i prezzi delle abitazioni nelle posizioni più richieste sono quasi raddoppiati, ma ancora abbordabili.
In centro storico si spendono tra i 2500 e i 3000 euro al metro quadro ( si arriva fino a 6000). L'usato si aggira tra i 1500 e i 2500(fonte agenzia Piwetz).

mercoledì 22 giugno 2011

Sostenibilità: stakeholder e "creazione di valore" insieme nel core business dell'Impresa, il "dialogo" ormai non più residuale


E' necessario affrontare con serietà e apertura il tema della relazione tra imprese e stakeholder, un complesso rapporto spesso più dichiarato che praticato. E comprendere i meccanismi più efficaci per sviluppare la relazione, affinchè questa cultura imprenditoriale diventi sempre più diffusa e integrata nel business aziendale, la partnership tra impresa e stakeholder possa consolidarsi e sia possibile creare valore per tutti gli organismi coinvolti. Con questo obiettivo Barilla ha invitato studiosi, aziende e ong a confrontarsi su un tema attualissimo e centrale per imprese e società civile. 'Stakeholder engagement e valore d'impresa: le sfide del futuro', è il titolo del seminario che si è svolto ieri a Milano presso il Centro Svizzero, organizzato da Barilla con il supporto scientifico del think tank europeo Fondaca, fondazione per la cittadinanza attiva, partner di Barilla da anni sui temi della sostenibilità d'impresa. L'incontro ha sviluppato la discussione in due macro sessioni: una prima, 'Creare valore d'impresa attraverso lo stakeholder engagement', in cui si è dato conto dello stato dell'arte; una seconda, 'Le nuove frontiere dello stakeholder engagement', in cui sono state messe a confronto punti di vista e modalità innovative di sviluppo del dialogo tra imprese e stakeholder. Il Prof. Francesco Perrini, della Università Bocconi, ha illustrato una ricerca in merito sull'andamento di venti imprese nell'arco di dieci anni: le dieci imprese che avevano adottato azioni ad. esempio sulla responsabilità sociale sono sopravvissute tutte , le altre dieci che non avevano investito su comportamenti orientati alla creazione di valore, solo tre sono rimaste in attività. Geoff Kendall, Development Director, SustainAbility, ha invece riferito dell'utilità del web 2.0 nel stakeholder engagement.
I lavori sono stati moderati dal Presidente della Fondazione Fondaca Prof.Giovanni Moro ( nella foto giù con me)

domenica 19 giugno 2011

"VORREI...MA NON POSSO" LA RISPOSTA DEI GIOVANI SUL LORO RAPPORTO CON LA PREVIDENZA


Una ricerca realizzata da Gpf per Axa-Mps «I giovani e il welfare del futuro oggi», su un campione rappresentativo della popolazione di 2000 intervistati tra i 15 e i 74anni fa il punto della situazione sul rapporto giovani e previdenza. "Vorrei ma non posso", si legge nella presentazione dei risultati che mostrano quanto i giovani, ma anche le persone di fasce d'età più avanzate, siano tanto concentrate sul presente da avere difficoltà a fare piani per il futuro: il 30% dei giovani dichiara di vivere solo al presente. Nonostante ciò è comunque avvertita la necessità di fare programmi a lunga scadenza, in particolare dal 41,4% degli intervistati tra i 14 e i 25 anni. Ma se il 53,4% dichiara di non essere interessato al tema delle pensioni perché troppo lontano nel tempo e la materia è troppo complessa, il 52,1% pensa di sottoscrivere in futuro una pensione integrativa.
Complessivamente il 38,2% degli intervistati sottoscrive l'affermazione «mi piace fare programmi per il futuro e fare progetti a lungo termine». Salta all'occhio l'impennata della percentuale se si distingue per sesso: le donne sono più inclini a pensare alla propria vecchiaia, 42,3%, gli uomini molto meno, 33,4%. L'indagine differenzia poi i dati per aree geografiche. E non solo tra Nord e Sud: nel Nord-Ovest troviamo una più alta propensione a programmare il proprio futuro coinvolgendo il 51,5% degli intervistati, contro il 36,8% di quanto accade nel Nord-Est: oltre 14 punti di differenza. Una differenza dovuta alla presenza di grandi industrie nella prima, piccola e media imprenditoria nella seconda. Proprio nel Nord-Est è più alta la quota di chi dice «mi piace vivere pienamente il presente e non penso al futuro». Al Sud, invece, solamente il 29,8% degli intervistati è in grado di pensare a progetti a lungo termine, mentre il 21,4% dichiara di vivere alla giornata pur sapendo che prima o poi dovrà iniziare a pensare al proprio futuro.
L'indagine passa poi ad analizzare i fattori socio-culturali e di ampio respiro che rendono la previdenza materia ostica agli occhi degli italiani. Alla pensione si inizia a pensare dai 45 anni in su; i giovani fanno fatica a identificare un percorso di pianificazione per la costruzione della propria posizione, in vista di quando cesserà l'attività lavorativa. Se la media degli intervistati che dice di "non averci ancora pensato, di non riuscire ad immaginarsi in pensione" si attesta al 26,2%, si impenna al 70,6% quando a rispondere alle domande sono gli under 17, ma rimane comunque alto, al 41,8%, quando si passa alla fascia 18-24 anni e a quelle successive, 25-34 e 35-44, che oltrepassano entrambe il 30%.
La ricerca Axa-Mps è stata presentata il 30 maggio a Lecce in occasione della prima tappa del roadshow "Uno sguardo al futuro: le stagioni della protezione", organizzato insieme con Banca Monte dei Paschi di Siena per promuovere iniziative di educazione sui rischi connessi alle diverse stagioni della vita. All’iniziativa hanno partecipato studenti di diverse fasce di età. Ad essere coinvolti anche circa 110 studenti dell'Università del Salento, non solamente per un confronto sui temi della previdenza, ma anche per un concorso di idee, dal quale sono emerse proposte originali.
Ad essere premiate l'idea della "fidelity card", che consisterebbe in una carta da utilizzare per gli acquisti che permetterebbero di accumulare punti per la futura previdenza, e quella del "Lavoratore adottato – pensionato adottabile", vale a dire la possibilità per un giovane di essere "adottato previdenzialmente" da un parente, un amico, un conoscente purchè anziani, come a ricostituire quel patto tra generazioni da tempo interrotto.

mercoledì 15 giugno 2011

PAOLO FRESU E I SUOI PRIMI CINQUANT'ANNI IN TOUR IN SARDEGNA


E’ partito il 12 giugno e si chiuderà il 31 luglio a Cagliari, il tour evento del jazzista di Berchidda Paolo Fresu, per festeggiare i suoi primi cinquant’anni e che toccherà altrettanti cinquanta angoli diversi della sua Sardegna.
Ecco alcune suggestive località-tappe del tour : il villaggio nuragico di Barumini, l’area archeologica di Santa Cristina a Paulilatino, il tempio punico-romano di Antas a Fluminimaggiore, il borgo medievale di Castelsardo, Carloforte sull’isola di San Pietro, Nora.Ma anche angoli meno noti ma speciali dal punto di vista naturalistico, storico o culturale: vecchie miniere, siti d’arte, torri costiere, tombe di giganti, chiesette campestri fra Nuoro, Baratili San Pietro, San Teodoro. Fresu proporrà incursioni tra le ugole di Ornella Vanoni, Sheila Jordan e Paola Turci, oltre a teatrali improvvisazioni sonore con Paolo Rossi, Ascanio Celestini, Lella Costa.
Il programma sul sito web del tour evento.
I concerti vengono trasmessi in streaming

lunedì 13 giugno 2011

“Il canto dei vinti” in scena al Teatro Greco di Siracusa per sostenere la donazione di sangue


Oggi, 13 giugno, alle 18.30, la suggestiva cavea siracusana ospita una manifestazione internazionale dove l'INDA fondazione Onlus, l’Avis Comunale di Siracusa e il Parco Archeologico di Siracusa festeggeranno insieme la “Giornata mondiale del donatore di sangue”, che quest’anno ha adottato lo slogan “Più sangue più vita”, un motto che sembra richiamarsi agli appelli alla donazione come atto determinante, soprattutto nella stagione estiva quando c’è più bisogno di plasma. Gli allievi dell’Accademia dell’INDA porteranno in scena “Il canto dei vinti”, un progetto di Fernando Balestra realizzato da Mauro Avogadro.
Nel corso della serata, l’Avis consegnerà alla direttrice del Parco Archeologico, Amalia Mastelloni, una sedia a rotelle.
IL PROGRAMMA


IL CANTO DEI VINTI

Progetto di Fernando Balestra
Lettura Drammatica di Mauro Avogadro


Testi da

Andromaca – Ecuba – Elena – Fenicie – Ifigenia in Aulide – Troiane
di Euripide

Agamennone – Sette a Tebe – Persiani
di Eschilo

Aiace – Antigone – Edipo a Colono – Filottete – Trachinie
di Sofocle

La morte di Agamennone di Vittorio Alfieri

I sequestrati di Altona di Jean Paul Sartre

Aspettando Godot di Samuel Beckett

La disfatta a Siracusa di Tucidide

Le sedie di Eugène Ionesco

La tregua di Primo Levi

I Fratelli Karamazov di Dostoevskij

L’istruttoria (Canto dell’Unterscharfuherer Stark) di Peter Weiss

Sangue di cane di Veronica Tomassini

IL SITO WEB AVIS

domenica 5 giugno 2011

Labor Tv , la CISL sul web con il primo network tutto sul lavoro. APP per iPhone e iPad


Si chiama “Labor Tv” ed è il canale interamente dedicato ai temi del lavoro e del sociale che la Cisl ha lanciato in occasione del Primo maggio in streaming sul proprio sito www.cisl.it. Dopo un breve periodo di rodaggio, Labor Tv sarà visibile in alcune regioni sul digitale terrestre e sulla piattaforma satellitale di Sky. Il progetto prevede il coinvolgimento di un vasto numero di associazioni del mondo sociale vicine al sindacato bianco. Gran parte dei format ‘live’ saranno realizzati nello studio televisivo che è stato allestito con moderne tecnologie digitali ad alta definizione, proprio nella sede nazionale della Cisl a Roma.
il TG CISL

Vi ricordo inoltre che è possibile seguire LaborTV anche da dispositivi con iOS

App per iPod e iPhone:
http://itunes.apple.com/it/app/cisl/id393927365?mt=8

App per iPad:
http://itunes.apple.com/it/app/cisl-hd/id394163767?mt=8

venerdì 27 maggio 2011

28 maggio "MINIERE APERTE", da Masua a Carbonia fino a Rosas alla scoperta delle miniere


Domani inizia un viaggio attraverso ottomila anni di storia che fra Iglesias e Santadi, passando per Buggerru e Rosas (NARCAO), si nascondono sopra e sotto la terra: arriva “Miniere aperte” e i luoghi in cui l'archeologia industriale ha cambiato i connotati al territorio spalancheranno i loro segreti ai visitatori. Gratis, o a prezzo ridotto, e senza prenotazione.TERZO ANNO L'idea è rodata ormai da tre anni: è dal 2009 che si svolge la “Giornata nazionale delle miniere” per la quale vengono messi a disposizione i siti di tutta la regione. Ovvero quattordici impianti dell'ex industria mineraria di cui la maggior parte si trova nell'area della Provincia di Carbonia Iglesias (Centro italiano per la cultura del carbone nella Grande miniera Serbariu, Galleria Villamarina, Porto Flavia, Museo delle macchine da Miniera, Galleria Henry, EcoMuseo Miniere, Grotte Is Zuddas e l'istituto Minerario).
I PERCORSI Da Masua a Rosas sarà possibile ripercorrere le tracce di chi le miniere le ha costruite e scoprire curiosità tecniche e non solo. A Carbonia, nella Grande miniera Serbariu, si potrà visitare il museo del carbone, scendere nella galleria all'interno della quale ripercorrere l'intera storia dell'estrazione del carbone dall'antichità a oggi, visitare ogni angolo delle vecchie strutture riportate a nuova vita da un minuzioso lavoro che ha permesso alla città di ottenere prestigiosi riconoscimenti nazionali e internazionali.
A Monteponi pozzi e imbocchi ricordano governatori ma anche asili, suore e le costruzioni hanno il nome di bambini scomparsi. La Galleria “Villamarina”, in onore del marchese e vicerè Giacomo Pes, era uno scavo all'avanguardia in Europa. L'impianto fu un “work in progress”, un lavoro che iniziò come un sistema a quota 174 metri sopra il livello del mare nel 1852 e si ampliò con aperture e sbocchi, secondo le necessità della miniera.
IN CITTÀ A Iglesias la miniera vive anche in città, in via Roma, all'Istituto Minerario. Qui, nel 1871, Giorgio Asproni e Quintino Sella vollero che fosse istituito il quartier generale della ricerca industriale del sottosuolo: il preside sarebbe dovuto essere il direttamente il dirigente del distretto minerario. La scuola per capi minatori era un bene nazionale: servivano ottimi tecnici per trovare nelle profondità della Terra le materie prime per alimentare l'economia italiana. Una luogo di formazione in cui teoria e pratica andavano di pari passo: gli allievi facevano lezione in quello che oggi è il museo mineralogico. Qui gli insegnanti mostravano loro i minerali che avrebbero potuto trovare una volta al lavoro o gli attrezzi utili per scavare gallerie come quella che durante le esercitazioni generazioni di ragazzi hanno costruito sotto la scuola e oggi è diventata "Museo dell'Arte Mineraria".
PARCO GEOMINERARIO DELLA SARDEGNA
NELLA FOTO veduta della costa di Nebida dalla Miniera Laveria Lamarmora

giovedì 26 maggio 2011

L'INPS AVVICINA I GIOVANI ALLA CULTURA PREVIDENZIALE: UNA FANPAGE SU FACEBOOK PER IL RISCATTO LAUREA


L’Inps è presente con una fanpage tematica su Facebook dedicata al riscatto della laurea. É un ulteriore canale di condivisione delle conoscenze che, attraverso il web, può trovare applicazione anche nella pubblica amministrazione, con l’obiettivo di raggiungere l’universo dei più giovani. L’iniziativa Inps ha preso l’avvio nell’ambito degli eventi organizzati in occasione della Giornata per la diffusione della cultura previdenziale tra i giovani, che hanno per tema “Un giorno per il futuro”. Oggi è più semplice riscattare la laurea poiché la possibilità viene data anche a chi non ha ancora trovato lavoro.
Accedere alla pagina tematica è molto semplice: è necessario avere un profilo Facebook. Una volta entrati nel proprio profilo digitare in ricerca: “Riscattare la laurea” e per ottenere le informazioni cliccare su “mi piace”. Il 50% di chi ha trovato la fanpage dell’Inps ha scelto di saperne di più.
Il riscatto della laurea è un valido aiuto per aumentare il montante contributivo. Prima si inizia a fare la domanda e a “riscattare la laurea” e più cospicua sarà la futura pensione. Il riscatto si può pagare in un’unica soluzione o anche in 120 rate mensili senza l’applicazione di interessi per la rateizzazione. L’importo, inoltre, può essere dedotto dall’imponibile fiscale se chi riscatta lavora o detratto dalle tasse se non lavora ed è fiscalmente a carico dei genitori.
Per saperne di più oltre alla fanpage su Facebook ci si può collegare anche al sito www.inps.it.
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rif.
circolare n. 77 del 27 maggio 2011 intitolata:
Nuove modalità di presentazione della domanda di Riscatto di Laurea. Utilizzo del canale telematico.
D.L. n. 78 del 2010 convertito in Legge n. 122 del 2010.
Modalità di pagamento dei contributi.

mercoledì 18 maggio 2011

DREAMTIME, Il linguaggio dell’arte aborigena al Man di Nuoro




Dreamtime. Il linguaggio dell’arte aborigena è il titolo della seconda parte della mostra sull’arte aborigena che viene ospitata al MAN dal 6 maggio al 28 agosto.

Lo sguardo prolungato sull’arte aborigena, iniziato a febbraio con la prima tranche del progetto che ha portato in Sardegna l’imponente corpus di opere di artisti australiani contemporanei, è così perfezionato da questa nuova esposizione che, come la precedente, include artisti di riconosciuta fama e artisti emergenti, che si stanno affermando nel panorama internazionale. Anche questa nuova selezione di lavori, rappresentativi di un territorio vastissimo che si estende da Victoria fino al Qeensland, presenta autenticamente tutta l’arte aborigena contemporanea nel suo attuale stato d’evoluzione, rifuggendo da qualsiasi visione statica degli stereotipi che spesso vengono attribuiti a queste culture.

La forza iconografica delle opere in mostra e la loro simbologia primitiva e arcaica, confermano ancora una volta le tante analogie con la cultura sarda primigenia, archeologica e identitaria, creando un grande gioco di rimandi e risonanze che dall’apparentemente altro come l’arte proveniente da un continente agli antipodi (che però ha sempre avuto una condizione di insularità non solo geografica) ci riporta alle evidenze e ricchezze del territorio che noi abitiamo.

La mostra è un progetto del MAN_Museo d’Arte della Provincia di Nuoro, in collaborazione e con il patrocinio della Regione Sardegna, il Ministero degli Affari Esteri Italiano, l’Ambasciata Italiana a Canberra, l’Ambasciata Australiana a Roma, l’Istituto Italiano di Cultura, il Consolato di Melbourne.
MAN SITO WEB

mercoledì 4 maggio 2011

EVENTO: IL 7/8 A SASSARI ESPOSTI I GIGANTI DI MONTE PRAMA


Nel prossimo fine settimana i Giganti di Monte Prama saranno esposti al pubblico nel luogo dove hanno ritrovato una forma,il laboratorio di Li Punti, il Centro di restauro e conservazione del ministero per i Beni e per le attività culturali di Sassari. Lo ha annunciato ieri l'assessore regionale alla Cultura Sergio Milia nel corso della conferenza stampa di presentazione di “Monumenti aperti” che inizia il prossimo fine settimana a Cagliari, Sassari, Capoterra e Settimo San Pietro.
Ma la notizia più importante è che ciò che è stato restaurato delle statue rinvenute casualmente nel 1974 da un agricoltore di Cabras, Sisinnio Poddi, che nel suo terreno tentava di sottrarre a una collinetta di palme nane un po' di terreno per i suoi cereali, troverà presto spazio nel comune dell'oristanese.E alcune copie dei quindici pugili, dei sette arcieri e dei tre guerrieri (a cui vanno sommati 13 modelli di nuraghe e alcuni betili di oragiana) rimessi in piedi a partire dal 2005 da un team di sedici specialisti assemblando pazientemente i 5172 frammenti di arenaria (dieci tonnellate di materiale, composto da 15 teste, 29 busti, 223 braccia, 200 gambe, 90 piedi, 770 frammenti di scudi, 440 parti di modellini di nuraghe, più una miriade di frammenti non classificabili), saranno anche tra i principali testimonial al World travel market, una delle più importanti fiere internazionali del turismo del mondo, in programma dal 7 al 10 novembre a Londra.
Le colossali statue, databili tra la fine dell'VIII ed il VII secolo avanti Cristo, sono considerate tra gli episodi chiave della storia dell'arte antica mondiale. Di sicuro, su questo gli archeologi concordano, sono le più antiche statue a tutto tondo del bacino mediterraneo occidentale, ed antecedenti ai Kouroi greci.
Eppure per trent'anni sono state relegate nell'oblio, chiuse in un magazzino del Museo archeologico di Cagliari, dimenticate, sottovalutate, forse sacrificate alla fama di altri miti e altre culture. Anche per questo il loro restauro è una delle operazioni più rilevanti dell'ultimo mezzo secolo in Sardegna. Ecco perché la notizia dell'esposizione è già stata accolta come un evento, per ora sui blog, dalla comunità archeologica nazionale ed ecco perché ci sono ottime ragioni per ritenere che possa essere un'interessante attrazione turistica.
il sito web
INFO 0793962000

IL 7-8 MAGGIO "IMAGO MUNDI": MONUMENTI APERTI IN SARDEGNA


Arriva alla sua quindicesima edizione “Monumenti Aperti”, la manifestazione organizzata dall’associazione culturale ‘Imago Mundi’ e sostenuta dalla Regione, che abbraccerà undici fine settimana in Sardegna, a iniziare dal prossimo weekend (7-8 maggio) con i monumenti di Cagliari, Capoterra, Sassari e Settimo San Pietro, per chiudersi il 29-30 ottobre con quelli di Bosa, dopo aver attraversato tutto il territorio isolano.
«La casa della Sardegna si apre ai sardi: il presidente Cappellacci e la sua Giunta sono fieri di annunciare che Monumenti Aperti 2011 partirà da Villa Devoto, sede dell’esecutivo sardo». Con queste parole gli assessori regionali del Turismo, Luigi Crisponi, e dei Beni culturali, Sergio Milia, hanno aperto stamane la conferenza stampa di presentazione dell’evento. «La Sardegna è un ‘museo a cielo aperto’ – ha proseguito l’assessore Milia - a noi spetta il dovere di preservare e rendere fruibile questo immenso patrimonio, che abbiamo avuto la fortuna e l’onere di dover amministrare. Monumenti Aperti – ha spiegato – è l’occasione ideale per la valorizzazione di questo straordinario patrimonio di beni culturali composto da antichi palazzi e castelli, basiliche e chiese, musei e biblioteche, parchi minerari e archeologici, disseminati in tutto il territorio, dalle coste all’interno; una manifestazione alla quale ogni anno si associano nuove amministrazioni comunali, rendendola sempre più importante e abbracciando fette di territorio sempre più ampie».
L’iniziativa, nata nel 1997, intende essere col passare deglle edizioni sempre più un’occasione di riscoperta del territorio e delle radici isolane e un’opportunità di crescita e sviluppo turistico. Nell’edizione 2011 coinvolge 35 comuni, dei quali quattro (Porto Torres, Telti, Soleminis e Calasetta), per la prima volta, entrano a far parte della manifestazione.
nella foto VILLA DE VOTO con il parco a Cagliari sede del Presidente della Regione
INFO
VOLI DIRETTI per Cagliari operati anche da BLUEXPRESS
dove soggiornare B&B

martedì 3 maggio 2011

ESTATE 2011: ECCO LE METE PIU' RICHIESTE, SARDEGNA AL PRIMO POSTO



Al primo posto la Sardegna, con le spiagge di Chia, della Maddalena, Carloforte e la modaiola Porto Cervo; segue la Sicilia con le meraviglie architettoniche e naturali di Giardini Naxos e Trapani. Terza per numero di prenotazioni l'isola d'Elba, seguita a breve distanza da Ponza.
È questa la classifica delle mete più gettonate dell'estate secondo voyageprive.com, club di vendite private online dedicato ai viaggi.
Per coloro che decidono di trascorrere qualche giorno di vacanza in una struttura di charme non ci sono dubbi: Toscana e Umbria. Moltissimi anche gli italiani che scelgono una località estera non rinunciando alle acque del Mediterraneo: la prima posizione in classifica tra le mete a medio raggio va alla Grecia e alle sue isole, seguita dalla Turchia e dalla Croazia.
nella foto Spiaggia Su Giudeu,Chia (Domus de maria)

sabato 30 aprile 2011

II EDIZIONE DI BITAS : IL TURISMO ATTIVO E SOSTENIBILE LA SOLUZIONE PER LA DESTAGIONALIZZAZIONE IN SARDEGNA



Trekking, mountain bike, canyoning, arrampicata, nordic walking, orienteering, cicloturismo, equitazione, diving, surf, vela, golf e altre emozionanti attività sportive sono state le attività trattate nella seconda edizione della Borsa Internazionale del Turismo Attivo in Sardegna, che ha visto come madrina d’eccezione la presentatrice televisiva Licia Colò.
La Bitas 2011, organizzata dall’assessorato regionale del Turismo, Artigianato e Commercio in collaborazione con l’Agenzia Sardegna Promozione si è svolta dal 27 aprile al 3 maggio al Forte Village Resort di Santa Margherita di Pula (con 8 educational tour su tutto il territorio isolano) è stato l’appuntamento perfetto per l’incontro tra l’offerta regionale e la domanda nazionale e internazionale del turismo attivo. BITAS si inserisce nelle politiche di destagionalizzazione, delocalizzazione e diversificazione dell'offerta turistica Sarda, il cui scopo principale consiste nel promuovere e potenziare uno specifico segmento del mercato turistico, il Turismo Attivo.
L’evento si è svolto con la formula del workshop, e hanno partecipato oltre 250 operatori dell’offerta turistica isolana. Una cospicua percentuale degli 80 buyer invitati sono venuti dall’estero. "Proseguendo nella nostra filiera di valorizzazione dell’ ‘altra stagione’ - ha affermato la Dott.ssa Maria Letizia Locci di Sardegna Promozione - dopo identità e tradizione dell’Isola che danza, ora il testimone passa al patrimonio ambientale, che intendiamo valorizzare tramite il turismo attivo e sostenibile. L’unicità e la varietà dei paesaggi sardi rappresentano una vera e propria ‘palestra a cielo aperto’ per le attività sportive outdoor".
La Sardegna è una destinazione ideale per i turisti viaggiatori che amano vivere da protagonisti la vacanza, combinando passioni per natura, sport e cultura, grazie a ingredienti unici quali bellezza e varietà dei paesaggi, clima mite durante quasi tutto l’anno e ospitalità di una popolazione depositaria di tradizioni millenarie.
Gli eventi principali di BITAS 2011:
Casa Sardegna
Nell'edizione 2011 ci è stato uno spazio di incontri dedicato esclusivamente a tutti gli operatori locali e i protagonisti del turismo attivo, in modo da condividere esperienze, stabilire accordi commerciali e creare nuove sinergie.
Educational Tour
Otto in tutto, durante i quali i tour operator hanno avuto la possibilità di conoscere la Sardegna a 360 gradi: oltre all’attività fisico/sportiva sono state valorizzate e fatte conoscere anche le caratteristiche uniche del territorio, inserendo nel programma i laboratori delle imprese agro-alimentari e dell’artigianato di eccellenza.
Seminari
Sono stati organizzati 6 seminari di alta qualità per operatori e non, e studenti, che hanno approfondito le tematiche del turismo in tutte le sue sfaccettature. I seminari sono stati tenuti da esperti del settore e docenti universitari.
Esposizioni temporanee
Le aziende che producono le attrezzature dell’outdoor (bici, scarpe, zaini, abbigliamento tecnico, etc.) hanno avuto uno spazio dedicato all’esposizione unitaria e coordinata.
Bitasland
All’interno del Forte Village Resort è stato allestito uno spazio attrezzato per sperimentare la pratica di un’attività fisico/sportiva di turismo attivo, sempre nel rispetto della natura: tutti i partecipanti all’evento hanno avuto la possibilità di cimentarsi per esempio nel tree climbing e nell’arrampicata.
Sardinia Raid Adventure
Evento propedeutico a BITAS 2011 che si è svolto dal 14 al 17 aprile 2011.
Per la prima volta negli splendidi scenari delle province di Ogliastra e Nuoro, in una delle aree più incontaminate dell’Isola, si è svolta una gara avventura per veri e propri ‘iron man’. Dalle selvagge falesie del Supramonte, alle calette del Golfo di Orosei, attraverso profondi canyon, boschi secolari e una costa da sogno, atleti provenienti da tutto il mondo si sono cimentati in una gara non stop di 350 km alternando diverse discipline sportive: orienteering, mountainbike, corsa, canyoning, kayak, surfsky, attività su corda, trekking, nordic walking, ride & run.

venerdì 29 aprile 2011

1x100 : CAGLIARI per un anno città pilota per la mobilità sostenibile


Parte a Cagliari l’8 maggio la Campagna per la Mobilità Sostenibile “1x100”. Per Incentivare gli spostamenti in città con mezzi di trasporto alternativi all’automobile: in autobus, in metro, in bicicletta e a piedi!
Cento organizzazioni hanno aderito all’iniziativa che prenderà il via appunto domenica 8 maggio 2011 (Bici Day) e verrà diffusa durante tutto un anno avendo il comune di Cagliari come caso-pilota.
Il nome 1x100 nasce per sottolineare l’aspetto virtuoso e moltiplicatore delle buone pratiche: una azione positiva ne innesca altre cento. E cento sono anche le organizzazioni aderenti al momento del lancio.
La Campagna 1x100 è promossa dall’Associazione Pamoja Onlus (con sede a Cagliari e Padova) in rete con oltre 100 realtà territoriali: associazioni, esercenti, scuole, studi professionali e aziende e con la partecipazione di un numero sempre crescente di cittadini.
Vista la vicinanza tra il lancio della campagna e la data delle elezioni comunali, è stata diffusa una lettera aperta ai candidati sindaco perché appoggino la campagna e vadano al seggio a piedi chiedendo ai loro elettori di fare lo stesso.
La campagna è volutamente positiva in quanto mira a promuovere mezzi di trasporto alternativi e più sostenibili e non ad astenersi sempre e comunque dall’utilizzo dell’auto. Non un divieto quindi ma una promozione volontaria che vede anche nel car-pooling una modalità facilmente percorribile da tutti.
Il 2011 è l’Anno Europeo del Volontariato e il progetto si regge totalmente su forze volontarie con un grande coinvolgimento territoriale: numerosi cittadini e aziende si sono impegnati a utilizzare mezzi alternativi all’auto la domenica e stanno promuovendo una mobilità così più sostenibile.
sito web

domenica 16 gennaio 2011

A FEBBRAIO RIAPRE IL NEGOZIO OLIVETTI A VENEZIA : IL CAPOLAVORO ARCHITETTONICO DI CARLO SCARPA


Il “Negozio Olivetti” sarà la sede veneziana del FAI, ospiterà eventi culturali,incontri e mostre e diventerà un punto informativo per itinerari artistici e storici a Venezia e in Veneto. Ubicato su due piani nel complesso delle Procuratie Vecchie in Piazza San Marco, di proprietà delle Assicurazioni Generali, il “Negozio” è stato allestito tra il 1957 e il 1958 su progetto dell’architetto Carlo Scarpa per iniziativa dello stesso Adriano Olivetti, con l’obiettivo di realizzare inizialmente un prestigioso punto di esposizione per prodotti di ufficio, diventato poi uno dei più apprezzati esempi di architettura del Novecento a Venezia. Da anni il negozio si trovava in condizioni non consone alla sua stupefacente qualità, nell'ultimo periodo, infatti, era affittato a un commerciante di oggetti non “all'altezza” del luogo. Giulia Maria Crespi, presidente del FAI, ha dichiarato: "E’ un grande onore per il FAI accogliere l’incarico di gestione del ‘Negozio Olivetti’ di Carlo Scarpa. Un autentico gioiello, un piccolo ambiente che si affaccia sulla piazza più bella del mondo, studiato e disegnato dal suo progettista in ogni minimo particolare, dove spazio e decorazioni si fondono in modo così armonico da farne un “capolavoro totale”!
La scheda del negozio Olivetti
l'intervista a Fulvio Irace, professore di Storia dell'Architettura al Politecnico di Milano

mercoledì 12 gennaio 2011

NERVI AL MAXXI : GLI ITINERARI GUIDATI ALLE OPERE




In esposizione al Museo dell’Arte del XXI secolo di Roma fino al 20 marzo 2011 una mostra dedicata al grande maestro Pier Luigi Nervi.
“Dal cemento di Nervi al cemento di Zaha” è il titolo della mostra che presenta un vasto approfondimento sulle opere dell’artista che, durante la sua carriera, si concentrò soprattutto su grandi strutture. Un’esposizione che vuole celebrare anche la grandiosità ed il talento del made in Italy nell’arte dal momento che Nervi è stato uno dei veicoli di trasmissione dell’immagine scientifica ed al tempo stesso creativa dell’arte italiana.
Un capitolo a parte nella mostra è dedicato al cosiddetto "sistema Nervi" che caratterizza le opere per Roma ' 60, realizzate in tempi record e in economia, volendo mantenere un' accuratezza estetica. Decisivo per questo l' uso del "ferrocemento", sottile strato di conglomerato cementizio che consente di plasmare qualsiasi forma, inventato durante la guerra con materiali poveri.In mostra anche i documenti originali di alcuni degli oltre 40 brevetti depositati dall'ingegnere italiano (tra cui quello del ferrocemento e della prefabbricazione strutturale, marchi di fabbrica di Nervi), un grande plastico-gioco che spiega, simulando tutte le fasi della costruzione, il Sistema Nervi, una grande mappa di Roma su cui sarà possibile progettare un itinerario di visita alle architetture di Nervi.
gli itinerari in programma dal 15 gennaio

mercoledì 5 gennaio 2011

ENTRO IL 2011 TUTTE LE ISTANZE ALL' INPS ON LINE


A partire dal 1° gennaio 2011 è previsto che le domande di indennità di mobilità ordinaria, di disoccupazione ordinaria e l’accentramento della posizione contributiva delle aziende siano presentate all’Inps attraverso sistemi multicanale caratterizzati da modalità telematica in via esclusiva.
In particolare, i cittadini e le aziende accederanno ai servizi dell’Istituto avvalendosi di uno dei seguenti canali:

-web attraverso il sito INPS

-contact center 80364

-patronati e intermediari dell'istituto

L’acquisizione delle relative domande di prestazione/servizio nel sistema informativo dell’Istituto avverrà automaticamente, attraverso la procedura telematica di presentazione.
Nel corso del 2011 la digitalizzazione coinvolgerà tutte le tipologie di domande presentate all’INPS
Al termine di un periodo transitorio di tre mesi, durante il quale saranno consentite le consuete modalità di presentazione, i tre canali sopracitati diventeranno esclusivi ai fini della presentazione delle istanze di prestazione/servizio.
Tale innovazione rappresenta una tappa fondamentale verso la realizzazione di una Amministrazione sempre più vicina alle esigenze del cittadino, che potrà disporre dei molteplici servizi dell'Istituto senza doversi recare presso gli sportelli delle nostre sedi.
Ecco i servizi on line Inps per i cittadini lavoratori e pensionati ( oltre a quelli riservati ad aziende e consulenti):
canone rai rateizzzato in pensione, cessione del quinto, sospensione mutui, consultazione/invio tramite pec certificati di malattia, richiesta riconoscimento invalidità civile, pagamento contributi riscatti, ricongiunzioni e versamenti volontari,iscrizione al fondo di previdenza casalinghe,servizi per i rapporti di lavoro domestico (denunce , pagamenti contributi ecc.),servizi per le prestazioni occasionali accessorie (voucher), fascicolo previdenziale del cittadino, richiesta accredito del servizio di leva, certificazione del diritto a pensione, invio domande di prestazioni a sostegno del reddito(disoccupazione, ecc.), dichiarazione detrazioni d'imposta, domande di pensione.
SITO INPS

DESIGN : 14 Gennaio a Catania PRESENTAZIONE DEL LIBRO " LOW COST DESIGN"



Venerdì 14 Gennaio alle ore 17,30 in Corso Sicilia 91 a Catania c/o Cavallotto librerie Daniele Pario Perra presenta il suo libro
"LOW COST DESIGN" (SILVANA EDITORIALE-35€),
con la partecipazione di Emiliano Gandolfi
Beppe Finessi, Francesco Morace, Pierluigi Sacco

Low Cost Design e' una ricerca sull'essenza della creativita' spontanea e copre uno spettro di analisi che va dalla progettazione alla sociologia del territorio. Una banca dati costituita da più di 7000 immagini relative al cambio d'uso degli oggetti e del territorio attraverso l'azione dei suoi abitanti.
Sia lo studio dell'oggetto sia quello del territorio consente di investigare quei simboli che influiscono nella definizione del concetto d'identita', locale o personale. Le immagini sono frutto del patrimonio interdisciplinare che lega la cultura della progettazione alle discipline di studio sociale, e fornisce indicazioni parallele a vari campi di studio, quali la storia, l'economia e la politica. L'invenzione di nuovi strumenti, come altre tipologie di progettazione di tipo spontaneo, evidenzia la creolizzazione come dato costante nel tempo, frutto di millenni di relazioni ed esperimenti. Questo libro si fonda su un principio, sostenuto dai piu' grandi protagonisti del design: il miglior progetto non e' necessariamente quello che passa dall'ufficio brevetti, che nasce negli studi di architettura e di design e che si fa davanti ai computer nelle grandi aziende, ma anzi e', spesso, quello che nasce nella semplicita' della vita di tutti i giorni e che vive delle geniali intuizioni della gente comune, di progettisti anonimi cui, non a caso, Bruno Munari aveva dedicato il Compasso d’Oro a ignoti. Partendo da questo principio, Daniele Pario Perra ci offre, il frutto di una vasta ricognizione compiuta tra il nord Europa e il sud del Mediterraneo raccolta in un database delle arti applicate: un grande dizionario visuale in costante relazione tra capacità poetica e capacità tecnologica. Le idee presentate, sono classificate secondo diversi piani di lettura (cinque differenti livelli di progettazione per gli oggetti, sei categorie per le azioni), che compongono, nel loro insieme, un quadro di grande interesse sotto il profilo sociologico, urbanistico ed etnografico contemporaneo.

martedì 21 dicembre 2010

UN 2011 RICCO DI GRANDI , BELLE MOSTRE




Augurandovi serene festività, vi segnalo alcuni appuntamenti interessanti per il 2011:


MICHELANGELO PISTOLETTO: From One to Many, 1956-1974
Philadelphia Museum of Art - 28 ottobre 2010 - 16 gennaio 2011
MAXXI - 3 marzo 2011 - 26 giugno 2011



PUGLISI. Il Mediterraneo
Coste e costellazioni
Genova, Palazzo Ducale
9-30 gennaio 2011

FISIOLOGIA DEL PAESAGGIO
Juan Carlos Ceci - Fulvio Di Piazza
Bologna, Musei di Zoologia e di Anatomia Comparata dell'Università
22 gennaio - 27 marzo 2011

YVAN SALOMONE
Dove finisce la città
Milano, Galleria Gruppo Credito Valtellinese
26 gennaio - 20 marzo 2011

PREMIO EUROMOBIL UNDER 30
Bologna, Artefiera Art Firts
27 - 29 gennaio 2011

L'OTTOCENTO ELEGANTE
Arte in Italia nel segno di Fortuny, 1860 - 1890
Rovigo, Palazzo Roverella
29 gennaio - 12 giugno 2011

L'ALTRO FORTUNY
L'eleganza nuova
Fratta Polesine, Villa Badoer
29 gennaio - 12 giugno 2011

MELOZZO DA FORLI'
L'umana bellezza tra Piero della Francesca e Raffaello
Forlì, Musei di San Domenico
29 gennaio - 12 giugno 2011

CIARROCCHI. Opere scelte
Rimini, Castel Sismondo
5 febbraio - 27 marzo 2011

CARLA ACCARDI
Segno e trasparenza
Catania, Fondazione Puglisi Cosentino
6 febbraio 2011 -12 giugno 2011

SEGNI COME SOGNI
Licini, Melotti e Novelli fra astrazione e poesia
Catania, Fondazione Puglisi Cosentino, Palazzo Valle
6 febbraio - 12 giugno 2011


IN VIAGGIO
Strade ferrate, itinerari, persone per unire le Alpi
Sondrio, Galleria Gruppo Credito Valtellinese, Palazzo Sertoli
11 febbraio - 30 aprile 2011
DREAMTIME
Aboriginal Australia Art
Man, Nuoro e Carmelo, Sassari
12 febbraio - 26 giugno 2011

L'ITALIA S'È DESTA: 1945 - 1953
Arte italiana nel secondo dopoguerra
da De Chirico a Guttuso, da Fontana a Burri
Ravenna, MAR Soggetta Lombardesca
13 febbraio - 26 giugno 2011

IL MAGNIFICO CRATERE
Padova, Palazzo del Monte
13 febbraio - 13 marzo 2011

TONI BENETTON
Treviso, Palazzo dei Trecento
16 febbraio - 3 aprile 2011

BESTIE
Animali reali e fantastici nell'arte europea
dal Medioevo al primo Novecento
Caraglio, Filatoio Rosso
26 febbraio 2011 - 5 giugno 2011

INCANTI E SCOPERTE
L'Oriente nella pittura dell'Ottocento italiano
Barletta, Pinacoteca « Giuseppe De Nittis », Palazzo Marra,
4 marzo - 5 giugno 2011

PASSIONE MOTO
Padova, Fiere
5 - 8 marzo 2011

ALBERTO GIACOMETTI
Gallarate, Museo MAGA
5 marzo - 5 giugno 2011

VANITAS
Lotto, Caravaggio, Guercino nella Collezione Doria Pamphilj
Genova, Palazzo del Principe
5 marzo - 25 settembre 2011

IL FASCINO DELL'EGITTO
Orvieto, Museo e Fondazione
12 marzo - 2 ottobre

FERNANDA PIVANO
Il viaggio di una vita
Milano, Galleria Credito Valtellinese
1 aprile - 3 luglio 2011

GIO PONTI E RICHARD GINORI
Il fascino del Déco
Milano, Grattacielo Pirelli
1 aprile - 26 giugno 2011

GUARIENTO
E LA PADOVA CARRARESE
Padova, Palazzo del Monte, Musei Civici, Museo Diocesano
16 aprile - 31 luglio 2011

OMAR GALLIANIIL CODICE DEGLI ANGELI
Padova, Museo Diocesano
16 aprile - 31 luglio 2011

BERLINO ANNI '80
Catanzaro, MARCA,
16 aprile - 18 settembre 2011

YVAN SALOMONE
Dove finisce la città
Acireale, Galleria Credito Siciliano
21 aprile - 26 giugno

FESTIVAL BIBLICO
Di generazione in generazione
Vicenza, sedi varie
26 - 29 maggio

FLUSSIDIVERSI 2011
Caorle, sedi varie
27 al 29 maggio 2011

IL GIOVANE TIEPOLO
La scoperta della luce
Udine, Castello
3 giugno - 30 ottobre 2011

LA COLLEZIONE DEL MAN
Nuoro, Museo MAN7 luglio al 16 ottobre

LE GRANDI VIE DELLE CIVILTA'
Relazioni fra il Mediterraneo e il centro Europa
Dalla Preistoria alla Romanità
Trento, Castello del Buonconsiglio,
1 luglio - 13 novembre 2011

OMAR GALLIANI...
TRA PASSATO E PRESENTE
Milano, Museo Poldi Pezzoli
Settembre- ottobre 2011

ESPRESSIONISMO
Passariano di Codroipo, Villa Manin
24 settembre 2011 - 4 marzo 2012

IL SIMBOLISMO IN ITALIA
Padova, Palazzo Zabarella
2 ottobre 2011 - 27 febbraio 2012

LE IMMAGINI DELLA FANTASIA
29° Mostra Internazionale d'Illustrazione per l'Infanzia
Sàrmede, Palazzo Municipale
17 ottobre - 19 dicembre 2011

AUTO E MOTO D'EPOCA
Padova, Fiere, 20 - 24 ottobre 2011

FACE CONTACT
Ritratto e comunicazione
Nuoro, Museo MAN
VAN GOGH E IL VIAGGIO
Pittura degli spazi percorsi da Turner a Gauguin a Rothko
Genova, Palazzo Ducale
12 novembre 2011 - 15 aprile 2012

VII EDIZIONE DEL LUCCAdigitalPHOTOfest
Lucca, 19 novembre - 11 dicembre 2011

nella foto un'opera di Michelangelo Pistoletto " il luogo di raccoglimento "

lunedì 20 dicembre 2010

È la vita che sceglie- non bisogna fare un figlio per esere madri- il romanzo d'esordio di Silvia Nucini


Silvia Nucini "Si può essere madri anche di figli non tuoi, di figli che sulla carta dovresti odiare...non c'è bisogno di fare un figlio per essere madre....si può essere madre prima di fare un figlio semplicemente perchè lo si desidera tanto, si può essere madri anche se il figlio non è tuo, si può essere madri di bambini adottati anche a distanza, si può essere madri di un cane... se la maternità è quell'atteggiamento di dare,ricevere,accogliere, essere aperto davvero ci sono tanti modi e tanti oggetti di questo sentimento".
Silvia Nucini è caporedattore storie del settimanale «Vanity Fair» e cura il blog Matrioska. È madre di due figli. Questo è il suo primo libro. Un libro di storie di donne davanti al mistero della maternità, storie diverse ma che filano via come in un unico romanzo. Non vi perdete la storia di Cecilia...
leggo da tiffany blog :
"La vita sceglie, anche quando non sembra, anche quando pensiamo di farlo noi. Ci accompagna agli incroci, ci fa inciampare negli incontri. È guidate dalla sua mano che arriviamo sulla soglia della stanza dentro cui riposa, in ogni donna, l’idea di un bambino. Se abbasseremo o meno quella maniglia, se ne avremo la forza, la voglia o, più spesso, la possibilità, è scritto. Quello che non si dice mai – ma ogni donna sa – è che si è madre molto prima e anche senza avere un figlio nella pancia o nelle braccia. Lo sa Enrica: una vita ad avere orrore dei bambini, e adesso il sogno di qualcuno di caldo da tenersi addosso. Lo sa Elena, che piange davanti a uno specchio tutto ciò che non è stato, ma qualche volta non si può tornare indietro. Lo sa benissimo Jen, che fa la madre surrogata e sa che in affitto non dà soltanto l’utero ma anche il cuore. Lo sanno Cristina e il suo Cicciobello, Antonella che ha lasciato la clausura per camminare nel mondo, ma era madre anche prima. Elisa, che madre non vorrà mai essere e Barbara che lo è della Cherry, il suo labrador. «Ho iniziato a scrivere questo libro volendo indagare il desiderio di maternità. Sono entrata in un mondo pieno di dolore, amore, rimpianti, felicità, ma anche di dignità e consapevolezza. Alla fine, credo di aver scritto, attraverso queste storie, del meraviglioso privilegio e della straordinaria forza di essere donne.»
editore MONDADORI